MAURO E MIRCO BERGAMASCO

La scelta di coinvolgere  Mauro e Mirco Bergamasco, in qualità di testimonial per ADMO, affonda le sue radici all’interno di un progetto  che  ADMO  Padova sta portando avanti.
E’ emerso, infatti che il mondo dello sport costituisce una realtà che può rivelarsi estremamente fertile per il reperimento di nuovi potenziali donatori, dal momento che vi si incontrano giovani dell’età richiesta per potersi iscrivere al Registro e per le caratteristiche personali che si ritrovano in coloro  che praticano uno sport : tensione morale e disponibilità a non sottrarsi all’impegno, senso di appartenenza al gruppo, desiderio di raggiungere nuovi obiettivi. Si vuole quindi mostrare l’esempio di due campioni nei quali identificarsi.
Si sa che Mirco si era tipizzato alcuni anni prima, in occasione della malattia di un compagno di squadra. Mentre si pensa a come poter contattare i “fratelloni” che, come si sa, sono di Padova ma giocano a Parigi, il destino fa incontrare una volontaria dell’Associazione con una loro parente. L’incontro porta ad una telefonata nella quale Mirco assicura la piena disponibilità sua e di suo fratello, che viene confermata in messaggio nel quale Mirco dice ”siamo onorati sia io che Mauro di poter affiancare l’ADMO, quindi entrambi ti diamo la nostra disponibilità con entusiasmo e speriamo che insieme potremo raggiungere nuovi e importanti traguardi”.
Concretamente ciò porta alla loro presenza ad eventi organizzati dall’Associazione e soprattutto alla registrazione di uno spot radiofonico trasmesso da molte radio locali, nel quale invitano: “fai come me, iscriviti all’ADMO”. E come resistere?

ROSSANO GALTAROSSA

E’ il canottiere azzurro con il maggior numero di medaglie olimpiche (due di bronzo, una d’argento e una d’oro) e l’unico atleta padovano ad aver partecipato a 5 Olimpiadi, ma per l’ADMO è anche un campione di solidarietà.
E’ una persona gentile, disponibile, allegra e alla mano. Chi é? Ma…ROSSANO GALTAROSSA!
Quando una volontaria dell’Associazione lo ha avvicinato e gli ha suggerito di arruolarsi nell’esercito dei Donatori di Midollo Osseo, lui con semplicità ha replicato “si, lo voglio fare e lo farò subito per non perdere tempo”. Così dal giorno della tipizzazione Rossano ha sempre risposto prontamente e generosamente agli appelli dell’ADMO.
Presente all’Assemblea dei soci, alla Cena degli auguri di Natale. Sorridente dalle locandine e dalle “vele” da dove, indossando il tricolore, invita ad imitarlo, iscrivendosi all’IBMDR.
Peccato per chi si è persa la sua partecipazione al Carnevale di Ponte San Nicolò dove -vestito da Super Eroe- ha condotto il gruppo “gli amici di Cosetta” alla vittoria fra i gruppi mascherati a piedi.

FEDERICA PELLEGRINI

Ha la freschezza della sua età. E ha pure una tale dolcezza impressa sul viso, nei suoi modi di fare, che viene spontaneo chiedersi se sia proprio lei, Federica Pellegrini, la ragazza che appena qualche mese fa ha tenuto tutto il mondo acquatico con il fiato sospeso. Già, perché a Melbourne, in Australia, non ha stabilito soltanto il suo personalissimo record nella specialità che ama – lo stile libero – ma ha fissato anche il nuovo record mondiale dei 200 metri (con il tempo di 1’56”47), che dall’agosto del 2002 apparteneva alla tedesca Franziska Van Almsick.
Eppure… Eppure la determinazione dei suoi pensiero e il carattere volitivo saltano fuori. Basta toccare le corde giuste. Come per esempio chiederle se oggi, per vivere, ci voglia amore, coraggio, passione, o… “Credo che la passione contenga sia l’amore sia il coraggio” risponde Federica. E continua: “Nello sport è fondamentale la voglia di superare i propri limiti. In maniera sana, naturalmente. E poi, vinca davvero il migliore!”.
Determinata è stata anche quando ha deciso di farsi tipizzare: lei, la più giovane testimonial di ADMO, di ritorno da Melbourne si è messa subito a disposizione dell’Associazione, chiedendo soltanto di poter essere tipizzata prima d’iniziare gli esami di maturità. E così, da giugno, la carta d’identità del suo midollo osseo è nella banca dati del Registro, dunque a disposizione di chi necessita di un trapianto.
Prima atleta del nuoto, ha voluto aggiungersi a questa catena di solidarietà, per impegnarsi nella diffusione del messaggio a favore di ADMO, affinché soprattutto i giovani seguano il suo esempio e diventino potenziali donatori. “Ai miei coetanei, a chi mi segue nell’attività agonistica, vorrei chiedere… riuscite a immaginare quale gioia possa provare un donatore, sapendo che in qualche parte del mondo c’è una persona malata che sta aspettando proprio il suo midollo osseo per tornare a vivere?”.