Le Modalità della Donazione
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Oggi esistono due possibilità di donazione: la donazione di Cellule Staminali Emopoietiche  (CSE ) MIDOLLARI e la donazione di CSE PERIFERICHE.

 

Donazione di CSE da Sangue Midollare( Espianto )

 

 

Richiede, per il donatore, 24/48 ore di degenza ospedaliera. Il prelievo del sangue midollare avviene in sala operatoria, in anestesia generale o parziale, le cellule staminali vengono prelevate dalla cavità  delle ossa del bacino ( creste iliache posteriori ) mediante ripetute punture. Le operazioni di prelievo durano, a seconda del numero di cellule richieste, di norma circa ¾ d’ora e non comportano danno o menomazioni al donatore, come dimostra l’esperienza dei numerosissimi prelievi di sangue midollare effettuati nel mondo.

La quantità di sangue midollare che viene prelevata varia in rapporto al volume corporeo del ricevente e del donatore, ma è di norma compresa fra i 400 e i 1200 ml.

L'organismo non avverte nessun sintomo di “carenza” e il midollo osseo prelevato si ricostituisce spontaneamente, grazie alle caratteristiche delle cellule staminali emopoietiche, in circa 20 giorni. Potrebbe essere necessario per il donatore sottoporsi al prelievo di una o più unità di sangue intero (autodonazioni) una decina di  giorni prima della data fissata per il prelievo del Midollo Osseo. Tali unità verranno reinfuse in sala operatoria per bilanciare il volume tolto .

In linea generale, non è necessaria l'assunzione di farmaci ne’ prima ne’ dopo la donazione.

Appare ragionevole prevedere che un donatore debba restare assente dalle sue abituali occupazioni non più di una settimana. (Legge 52 art 5)

 

 

 

Donazione di CSE da sangue periferico

 

Questo tipo di prelievo non richiede ricovero, ma un day-hospital di qualche ora (minimo 3 ore).

Il donatore nei quattro giorni precedenti la donazione dovrà assumere un farmaco (fattori di crescita) che ha la proprietà di rendere più rapida la crescita delle cellule staminali midollari e di facilitarne il passaggio nel sangue periferico (mobilizzazione). In questo modo le cellule staminali possono essere prelevate, mediante una procedura di aferesi del sangue periferico usando un separatore cellulare.

Tutta la procedura si svolge presso  l’UO Immunotrasfusionale.

 

Chi sceglie la modalità di donazione ?

 

La proposta del tipo di donazione arriva dal Centro Trapianti, perché alcune malattie rispondono meglio al trapianto con CSE midollari, altre tipi di malattie al trapianto con CSE periferiche.

Il Centro Donatori spiegherà, al donatore selezionato in dettaglio il tipo di prelievo richiesto.

La decisione finale spetta sempre al donatore coadiuvato dal Responsabile del Centro Donatori.

 

DOVE AVVIENE LA DONAZIONE

 

Solitamente nel centro prelievi più vicino al luogo di residenza, per questo motivo è importante comunicare alla segretaria dell'ADMO di riferimento gli eventuali cambi di indirizzo.

A Padova la raccolta delle CSE midollari avviene presso la Chirurgia Pediatrica con operatori provenienti dal Centro Trapianti Infantile dell’Oncoematologia Pediatrica. La raccolta delle CSE periferiche avviene presso il Centro Immunotrasfusionale di Padova.

Non è escluso che il donatore possa scegliere un’altro centro.

 

QUANTE VOLTE SI PUO' DONARE

 

Il nostro organismo è in grado di sopportare più di una donazione di midollo osseo ma il Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), in collaborazione con il Gruppo Italiano Trapianti Midollo Osseo (GITMO), ha stabilito che i donatori volontari che hanno donato una volta, non verranno più resi disponibili per altre donazioni. In caso di fallimento del primo trapianto, potrebbe essere richiesta un'ulteriore donazione a favore dello stesso paziente.
Questa seconda donazione può riguardare:

1)    nuovamente cellule staminali emopoietiche (CSE) raccolte da sangue periferico, in caso di mancato attecchimento del midollo donato;

 

2) cellule nucleate periferiche (e allora si parla di DLI: Donor Lymphocyte Infusion - Infusione di linfociti del donatore) in caso di ricomparsa della malattia in forme particolari di leucemia.

La possibilità di una seconda donazione è prevista anche nel caso in cui il donatore risultasse compatibile con un suo parente.

 
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